Cinque romanzi che non dovrebbero mancare nella libreria di un architetto o designer | Elle Decor 01.05.26
“Sono un architetto, come mille altre persone in città. Non avrà difficoltà a trovarne uno qui, basta lanciare una pietra e ne colpirà sicuramente uno”, dice un personaggio del romanzo Venezia, millefiori della giapponese Ryoko Sekiguchi.

di Giulio Silvano

Sia per l’importanza dell’università Iuav, dove sono passati dei giganti, sia per la fisicità dell’architettura che si sente in ogni calle in ogni scorcio. Venezia è paradiso e dannazione dell’urbanistica e della conservazione architettonica, visto che i palazzi hanno bisogno di costante cura e che la città è minacciata dal riscaldamento globale, dallo svuotamento e dal turismo. Ma Venezia non è solo pietra, è anche vegetale, è anche pianta, è anche fiori e carciofi. Per la narratrice la laguna diventa un luogo da esplorare, dialogando con un erbario di centocinquant’anni fa di una donna del luogo. “Le città sono costruite dagli uomini, ma contengono anche parti invisibili per chi si sposta a piedi” e che possono essere viste solo dall’alto, macchie di verde, giardini nascosti tra le isolette. Quello della narratrice è un occhio giapponese su Venezia, un occhio che va oltre le cartoline e cerca di appropriarsi dello sguardo di chi ci abita, di chi la difende, di chi la vive davvero. “Tra le persone che ho incontrato e le opere che ho letto, è nell’architettura, nell’urbanistica, nella storia e nell’ecologia che ho trovato le riflessioni più pertinenti sulla Venezia di oggi e domani”.