Nella storia di Venezia il 1951 è un anno di svolta. La giunta socialcomunista eletta dopo la Liberazione viene sconfitta alle urne, mettendo fine all’unica esperienza amministrativa che avesse tentato di ridurre il divario fra la città d’acqua e la terraferma. Mentre le classi dirigenti e gli operatori turistici celebrano i propri “anni d’oro”, si intensifica l’espulsione di abitanti e attività produttive dal centro storico, con lo smantellamento delle fabbriche e il trasferimento oltre il ponte di migliaia di famiglie operaie.